Periodo di vacanze.
Ci si porta spesso dietro un po' di soldi.
E poi in albergo non sai mai dove metterli.
Ecco una soluzione innovativa:
Quando ti muore qualcuno, pensi che il ricordo non basterà mai a compensare l'assenza.
Pensi che siano tutti solo dei modi di dire che gli americani amano tanto mettere nei film.
Poi il tempo passa e ti ritrovi un giorno, quasi per caso, a raccontare di tua nonna.
Della volta che, avendo finito il pane secco, come panpesto aveva usato delle fette biscottate.
E tu, quella bistecca te la ricordi ancora oggi, perchè era venuta buona come non l'hai
mai più mangiata e sai, che anche riprovandoci, non riusciresti a farla diventare così.
Perchè è proprio vero che in quel piatto, oltre alla bistecca, c'era anche l'amore che una
nonna prova per i suoi nipoti.
E sorridi.
E ti accorgi che quegli stupidi film americani hanno ragione. I ricordi non compensano, ma ti fanno sentire vicine le persone, anche quando in realtà tu, non le vedi più.
Certi giorni so di essere di nuovo in piedi sull'orlo del mio abisso.
E' un abisso che conosco bene, l'ho esplorato un sacco di volte. Ci ho anche vissuto per certi periodi.
E' un abisso strano, fatto di solitudine e disperazione. Ma lo conosco. Ne conosco tutti gli angoli più nascosti.
So in quali punti devo fare più attenzione e in quali mi posso fermare a riposare, almeno per qualche istante.
Ora vedo l'abisso, fa ancora parte di me ma non ci vivo più. O almeno, non costantemente.
Eppure sento di nuovo quella sensazione. Il cuore che sembra pesare come una pietra. L'aria che non basta mai a riempire tutti i polmoni.
La sensazione dell'ennesima perdita.
L'amore non basta mai.